Sunday, April 15, 2012


Lo sguardo verso l’esterno
IL RAPPORTO TRA SPAZIO INTERNO E SPAZIO ESTERNO


Lo spazio secondo Aristotele è finito e limitato dalla sfera del cielo verso l'alto e dal centro di questa verso il basso. Il luogo, inteso come limite dello spazio, contiene i corpi dalla loro gravità, perciò lo spazio riempito al suo interno viene divisa in parti sempre più piccoli.

Nell’enciclopedia italiana di Trecciani lo spazio, deriva dal latino spatium, che deriva dal patēre “essere aperto” e prende diversi significati come contenitore di tutte le cose materiali, o il luogo in cui i corpi stanno e si muovono, lo esplorano.

In architettura lo spazio e la sua composizione viene definita da strutture architettoniche, sia all’interno degli edifici, sia all'esterno di essi. La sua composizione delimitata tra gli elementi fisici degli edifici (paretti e soffitti), diventa il nocciolo delle attività architettoniche.

Come dice anche Bruno Zevi, nel suo libro Saper Vedere l'Architettura, ... l'architettura non deriva da una somma di larghezze, lunghezze e altezze degli elementi costruttivi che racchiudono lo spazio, ma proprio dal vuoto, dallo spazio racchiuso, dallo spazio interno in cui gli uomini camminano e vivono. La pittura agisce su due dimensioni, anche se può suggerirne tre o quattro. La scultura agisce su tre dimensioni, ma l'uomo ne resta all'esterno, separato, guarda dal di fuori le tre dimensioni. L'architettura invece è come una grande scultura scavata nel cui interno l'uomo penetra e cammina...




MAXXI, Il Museo nazionale delle arti XXI secolo, Roma (Zaha Hadid)


Una volta costruita, lo spazio architettonico diventa lo scenario dei nostri movimenti, gesti, percorsi che ci permettono ad apprezare ed esplorare uno spazio di un ambiente dato. Essa può essere chiusa verso l’esterno e concentratto su se stessa, o aperta verso l’ambiente esterno tramite le aperture.

Cosi lo spazio architettonico, prende vita quando si limita da oggetti o elementi che fanno da confine. Può essere circoscritto da un muro continuo o una serie di muri paralleli perforati ma anche da una serie di collone che, anche se distanti tra loro, creano una spazio virtuale.

Il limite da noi costruito fa nascere cosi l’interno ed esterno. Ogni luogo duratore é segnato da limiti: la camera, il municipio, la piazza del mercato e, talvolta, persino l’intera citta.[1]

Ogni collegamento tra interno ed esterno, o fra due luoghi di proprietà diverse deriva da differenziazione o transizione, interruzione della soglia e continuità, passaggio... lo spazio di transizione, lo spazio in-between prende cosi un importanza di collegamento, di continuità, di cucitura tra due diversi livelli, diventa cosi una soglia da superare, un luogho di scambio tra fenomeni opposti.

Nel libro Lessons for Students in Architecture, H. Hertzberger chiama spazi in between l’entrata degli edifici, i balconi, le terrazze, le connessioni tra diversi edifici, le scale etc.
H. Hertzberger, Lessons for Students in Architecture
Cite Napoleon, 1849, Paris

Montessori primary schoolDelft, Netherlands, 1960-66
La porta o la finestra, queste discontinuità della parete confinante concepite come spazi di transizione, danno la possibilità di connettersi fisicamente o visualmente con l’altro spazio esterno, fanno da collegamento tra pubblico e privato, tra il colletivo e l'individuale, tra luoghi sicuri e insicuri ...


L’edificio, protetto dal suo recinto, modella lo spazio esterno di essa (la piazza pubblica, il mercato, la strada, il giardino) e l'uomo cambia ogni spazio secondo le attività che  svolge in essa, per esempio il mercato e la piazza diventano luoghi di scambio di mercie e di idee, luoghi di incontro, di socializzazione ... Ogni luogo ha la sua importanza, la sua storia, la sua diversa relazione con gli oggeti che gli appartengono.



Piazza Ducale di Vigevano



... Il luogo, secondo Pierre Von Meiss, nasce da modi di agire e da comportamenti convenzionali legati a schemi concettuali, da situazioni spaziali, di luce, di forma e di tessitura degni di essere ricordati. ... Per diventare convenzione il luogo ha bisognio di stabilità temporale e di caratteristiche fisiche riconoscibili, che suggeriscono delle esperienze sociali-culturali precise.
Alcuni luoghi sono destinati ad essere pieni di azione, di attività di scambio e altri invitano a rilasarsi, ad isolarsi, alcuni sono più adatti allo spazio di sosta e altri di movimento. Costruiamo cosi spazi, ogetti, tessuti che insieme danno l’ide del luogo.
Herman Hertzberger, realizza nel 1972 il Centraal Beheer a Apeldoorn. In questo progetto l’architetto realizza una gerarchia diversa di spazi tramite le diverse balconate in altezza, spazi alti e bassi creando diversi spazi divisi cercando cosi di creare diversi luoghi possibili.



Centraal Beheer a Apeldoorn, 1972, Herman Hertzberger

Negli ultimi decenni, lo spazio esterno ha preso una grande importanza. Si parla molto di paesaggio, layering[2], strati diversi del contesto che uniti tutti insieme diventano il motore del nostro nuovo progetto, eliminando i schemi rigidi spaziali a favore delle fruizioni dinamiche create tramite i processi creativi.



Central Building-BMW, Leipzig, GermanyZaha Hadid



-  Zevi , B., (1948), Saper Vedere l'Architettura ,  Einaudi.
-  Hertzberger, H., (2001), Lessons for Students in Architecture, 
-  Von Meiss, P., (1992), Dalla Forma al Luogo, pp. 160, Milano, Italy
-  Saggio, A. (2010), Architettura e Modernità. Dal Bauhaus alla rivoluzione industriale, Roma



[1] Von Meiss, P. 1992, Dalla Forma al Luogo, pp. 160

[2] Saggio, A. (2010), Architettura e Modernità. Dal Bauhaus alla rivoluzione industriale, pp. 377, Roma

















Saturday, April 14, 2012


4 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. SESTA E SETTIMA PARTE

Gli architetti  Herzog e de Meuron, nei primi anni ’90, iniziano a sviluppare una  ricerca sul tema:


A – della pelle e i molti strati di significato che la superficie degl  edifici può nascondere,

B – della tecnica del Blurring,

C – del movimento strutturale,

D – del tessuto e la griglia ordinatrice ,

E – del sistema concentrico, di uno spazio dentro l’altro.


3 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. SESTA E SETTIMA PARTE

La parola chiave per tutti gli architetti negli anni 70 e inizio anni 80 è contesto.Gehry afferma che il contesto è quello periferico, quello che è stato rimosso chepaspace, e pone al centro del suo lavoro i contesti rimossi e secondari dei background. Per Peter Eisenman, il contesto é palinsesto; lo strumento é lo studio delle cartografie che si stratificano sul territorio; invece per Zaha Hadid, il contesto é: 




A – Paesaggio,
B – Memoria,
C – L’ambiente che circonda il  “costruito”,
D – Lo sfondo su cui si poggiano i volumi,
E – Il suolo  rigidamente diviso in tempi e spazi.



2 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. SESTA E SETTIMA PARTE

Per il suo progetto “Wexner Center for the Arts” in Columbus, Ohio, Peter Eisenman inventa un luogo conficando la costruzione tra due edifici esistenti nel sito: l’auditorium e il museo, che trasfroma lo spazio in un nuovo fulcro, simbolico e funzionale. L’idea dello spazio tra le cose, come strategia di progetto lui lo chiamera:

A – il between,
B – lo spazio chiuso
C – cheapspace,
D – collage,
E – layering.

1 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”.SESTA E SETTIMA PARTE

Nel corso degli anni ’80, l’architetto francese Christian de Portzamparc, formalizza il concetto ...:


A –dell’ isolato aperto,
B - della logica frammentaria
C – delle strutture ipogee,
D – dello spazio per qualunque funzione,
E – dello spazio cosmico, curvato.

Sunday, April 1, 2012


7 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. QUINTA PARTE

Cos'è la novità che Takis Zenetos riporta tramite le sue architetture?
 
A. Il rapporto tra elettronica, nuova architettura e nuova idea di città.
B. La multifunzionalità degli spazi di collegamento orizzontale e verticale.
C. L'uso dei pilotis.
D. L'uso dei nuovi materiali come pelle dell'edificio.
E. L'uso delle forme pure ma piena di memoria.

6 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. QUINTA PARTE

Che soluzione da Eisenman al conflitto scoperto in Terragni?

A. L'implosione. L'architettura come ricerca su se stessa, come processo.
B. L'architettura come esito finale.
C. L'architettura come spazio chiuso all'interno delle linee curve, escludendo cosi il telaio della Casa del Fascio.
D. Lasciare l'architettura generarsi dal caso
E. L'architettura come sradicazione tramite delle piastre sollevate.