L’edificio nella ricerca di
una funzione!
… Sembra quasi un titolo del film. Ma ho voluto intitolare cosi la mia ricerca perché è questa la verita dell’edificio di cui vado a
parlarvi.
Quello che ho scritto, non è proprio una “perla”, ma alcune mie
riflessioni su un'architettura, il modo in cui si approccia col contesto,
il ruolo che svolge nella sua vita e il cambiamento che porta al
proprio sito di collocazione…
È per questo che noi facciamo architettura, no? Per dare un
valore al sito dove collochiamo la nostra opera, per trasformare l’area in uno
spazio positivo, per servire alle persone e farlo interagire con le loro
attività…e per tanti altri motivi.
Come ha influenzato la presenza dell’edificio nella città? Qual'è stato il suo ruolo nella vita odierna?
Il Palazzo del Lavoro, Pier Luigi Nervi e l'architetto Gio Ponti
In occasione dell'evento Italia ’61 (la celebrazione del centenario dell’Unità
d’Italia) a Torino, si costruisce la grande “struttura”, progettato dall'ingegnere Pier Luigi
Nervi e l'architetto Gio Ponti.
Questa grande “struttura”, come lo chiamano di solito gli ingegnieri, é
l’edificio del Palazzo del Lavoro collocata nel quartiere di Nizza
Millefonti, un pò fuori dalla città tradizionale e della vita quotidiana,
vicino a una zona industriale, lungo il fiume Pò. Questo edificio é
caratterizzato da un grande padiglione con copertura a base quadrata di 40 metri per lato, suddivisa
in seidici moduli indipendenti. Ciascun modulo, creato da travi in acciaio che
si aprono in modo radiale, si appoggia sopra un pilastro centrale di 25 metri di altezza
realizzato in cemento armato. Con le sue forme scolpite, i pilastri simboleggiano
il tronco degli alberi e le travi che si appogiano in modo radiale con un diametro
di 38 metri ,
sembrano i loro rami, e tra un albero e l’altro penetra divinamente, la luce
naturale. Una grande tecnica e metafora strutturale ...
All’interno ci ospitta il grande spazio interroto solo da questi alberi
enormi e le vetrate delle facciate all’esterno, si fanno avvolgere da un
complesso sistema di lamelle frangiluce la cui inclinazione varia a seconda
dell'esposizione solare.
Uno dei più importanti edifici torinesi, creato come un simbolo della
trasformazione della storia per una
funzione fieristica durante l’esposizione dell’61, con una superficie di 25.000 metri quadri, venne
progressivamente abbandonato negli anni, a causa degli alti costi di gestione e
manutenzione, fino a cadere nell'attuale totale degrado.
Questo edificio glorioso, questa opera storica, non trova una funzione
adatta per se stessa, la sua manutenzione é troppo costosa ... La grande
monumentalità strutturale, il primo edificio a fare quel salto di paradigma
nella città storica di Torino, un edificcio che racconta la transformazione
nella storia, la splendità tecnica nell’uso dei nuovi matteriali del cemento
armato e l’acciaio, con il suo aspetto orgoglioso e vincente ma oramai arrugginito
dal tempo, lontano dalla vita quotidiana, lontano dalla gente, stà oggi nel
silenzio dell’abbandono.






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