Monday, March 26, 2012


5 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. QUINTA PARTE

Il punto più alto di questa ricerca sull’architettura della partecipazione è il Byker Wall a Newcastel in Scozia, che combina l’attenzione alla realtà degli utenti e alle loro specificità culturali, dell’architetto:

      A.      Ralph Erskine
      B.      Léonie Geisendorf
      C.      Anders Tengbom
      D.      Paul Rudolph
      E.       Jan Gudmand Hoyer

4 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. QUINTA PARTE

Nei paesi nordici, nasce il movimento basato sulla multigeneralità degli utenti, sull’uso collettivo di alcuni spazi e sull’organizzazione del processo progettuale dal basso, attraverso la collaborazione degli abitanti, chiamato:ù

      A.      Pop
      B.      Cohousing 
      C.      Green-housing
      D.      Vorticismo
      E.       Simbolismo

3 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. QUINTA PARTE
I dormitori universitari della facoltà di Medicina in Bruxelle, sono stati progetatti dall'architetto:

       A.      Lucien Kroll
       B.      Michele De Lucchi
       C.      Le Corbusier
       D.      Filip Dujardin
       E.       William Massie

2 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. QUINTA PARTE
Il complesso  di Savvaerket é realizzato a:
      
      A.      Danimarca
      B.      Suedia
      C.      Germania
      D.      Viena
      E.       Svezia

1 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. QUINTA PARTE

Le ricerche più avanzate degli anni sessanta trovano concretizzazione nell'edificio costruito a Parigi nel 1971, progettato da:

     A.      Renzo Piano e Richard Rogers. 
     B.      Cristopher Alexander
     C.      Frank Gehry
     D.      Felix Candela
     E.       Oscar Niemeyer

Monday, March 19, 2012


5 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. QUARTA PARTE

Qualli tra questi architetti NON fa parte nel gruppo che proponevano una nuova tecnica – simbolo della nuova e poliedra società contemporanea: il collage?

A. Peter Cook
B. Warren Chalk
C. Michael Webb
D. Davide Greene
E. Louis Kahn

4 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. QUARTA PARTE

 Qual’é la grande crisi degli anni 60?

A. L’idea di città
B. La composizione spaziale dell’architettura inetrna.
C. Il rapporto interno-esterno dell’edificio
D. I materiali usati
E. lo spazio pubblico

3  DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. QUARTA PARTE

Qualle di queste affermazioni, NON fà parte delle affermazioni di Costant?

A. Fallimenta la concezione di Tabula rasa della contrapposizione programmatica tra il nuovo e il preesistente.
B. La limitazione del procedere attraverso i “problemi isolati”.
C. Il fallimento della concezione spaziale nel suo “singolo”.
D. Il problema della concezione della città funzionalista, per risolvere primariamente il problema di quantità.
E. Il problema di poter conservare il modello della città funzionalista.

2 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. QUARTA PARTE

Negli anni Sessanta, si è cominciato a pensare a una strategia low rise-high density. Le "case basse ad alta densità", nascono in questo contesto problematico, e si basano su quattro principi fondamentali. Quale NON fa parte di questi principi?
A. L'uso di corpi di fabbrica non eccedenti i quattro piani sopra terra.
B. Dotare ad ogni alloggio un più elevato senso di individualità attraverso i singolari elementi di accesso.
C. Privatizzare grande parte delle aree esterne del complesso con ambiti di pertinenza diretta degli alloggi.
D. Creare la continuità di relazioni dei vari edificazioni governati da una griglia.
E. Creare più possibile spazi pubblici (piazze) come luoghi di socializzazione.

1 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. QUARTA PARTE

Quanti sono gli interventi totali realizzati in Society Hill?

A. 14
B. 10
C. 12
D. 9
E. 8

Monday, March 12, 2012


L’edificio nella ricerca di una funzione!


… Sembra quasi un titolo del film. Ma ho voluto intitolare cosi la mia ricerca perché è questa la verita dell’edificio di cui vado a parlarvi.
Quello che ho scritto, non è proprio una “perla”, ma alcune mie riflessioni su un'architettura, il modo in cui si approccia col contesto, il ruolo che svolge nella sua vita e il cambiamento che porta al proprio sito di collocazione…
È per questo che noi facciamo architettura, no? Per dare un valore al sito dove collochiamo la nostra opera, per trasformare l’area in uno spazio positivo, per servire alle persone e farlo interagire con le loro attività…e per tanti altri motivi.

Cosa è successo invece con l’edificio di Nervi a Torino?
Come ha influenzato la presenza dell’edificio nella città? Qual'è stato il suo ruolo nella vita odierna?


Il Palazzo del Lavoro, Pier Luigi Nervi e l'architetto Gio Ponti

In occasione dell'evento Italia ’61 (la celebrazione del centenario dell’Unità d’Italia) a Torino, si costruisce la grande “struttura”, progettato dall'ingegnere Pier Luigi Nervi e l'architetto Gio Ponti.
Questa grande “struttura”, come lo chiamano di solito gli ingegnieri, é l’edificio del Palazzo del Lavoro collocata nel quartiere di Nizza Millefonti, un pò fuori dalla città tradizionale e della vita quotidiana, vicino a una zona industriale, lungo il fiume Pò. Questo edificio é caratterizzato da un grande padiglione con copertura a base quadrata di 40 metri per lato, suddivisa in seidici moduli indipendenti. Ciascun modulo, creato da travi in acciaio che si aprono in modo radiale, si appoggia sopra un pilastro centrale di 25 metri di altezza realizzato in cemento armato. Con le sue forme scolpite, i pilastri simboleggiano il tronco degli alberi e le travi che si appogiano in modo radiale con un diametro di 38 metri, sembrano i loro rami, e tra un albero e l’altro penetra divinamente, la luce naturale. Una grande tecnica e metafora strutturale ...
All’interno ci ospitta il grande spazio interroto solo da questi alberi enormi e le vetrate delle facciate all’esterno, si fanno avvolgere da un complesso sistema di lamelle frangiluce la cui inclinazione varia a seconda dell'esposizione solare.
Uno dei più importanti edifici torinesi, creato come un simbolo della trasformazione della storia per  una funzione fieristica durante l’esposizione dell’61, con una superficie di 25.000 metri quadri, venne progressivamente abbandonato negli anni, a causa degli alti costi di gestione e manutenzione, fino a cadere nell'attuale totale degrado.
Questo edificio glorioso, questa opera storica, non trova una funzione adatta per se stessa, la sua manutenzione é troppo costosa ... La grande monumentalità strutturale, il primo edificio a fare quel salto di paradigma nella città storica di Torino, un edificcio che racconta la transformazione nella storia, la splendità tecnica nell’uso dei nuovi matteriali del cemento armato e l’acciaio, con il suo aspetto orgoglioso e vincente ma oramai arrugginito dal tempo, lontano dalla vita quotidiana, lontano dalla gente, stà oggi nel silenzio dell’abbandono.






fonte immagini: 
google earth



Sunday, March 11, 2012


10 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. TERZA PARTE

      Con la sua opera Chappella Notre-Dame du Haut, Ronchamp, 1950-55, Le Corbusier demolisce tutti I cinque punti che aveva enunciato negli anni venti, dimostrandoci che:

A.      É un eclettico
B.      É etterogeneo
C.      É universale
D.      Sa rispondere alle esigenze dell’epoca
E.       Nessuna delle risposte


9 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITÀ”. TERZA PARTE

      La liberazione della forma ripone al centro del programma architettonico:

A.      Il  racconto
B.      La griglia strutturale modulare
C.      La funzione
D.      I materiali
E.       La planimetria


8 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITA”. TERZA PARTE

      Per L. Kahn, lo spazio e l’architettura devono essere, come in Palladio, un tutt unico, riscoprendo l’origine dell’architettura, che é:
A.      La stanza
B.      I bio-materiali
C.      La planimetria libera
D.      Lo spazio servente
E.      La funzione


7 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITA”. TERZA PARTE

              Secondo L. Kahn:

A.      La forma non ha significato;
B.      La forma istituzionale e secondaria;
C.      La forma segue il significato;
D.      Il significato é un elemeneto secondare che segue la forma architettonica;
E.       La forma segue la funzione.


6 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITA”. TERZA PARTE

            Cosa significa la parola “istituzione” per L.Kahn?

A.      Le funzioni primari , bisogni che condensano un dato simbolicho;
B.      La configurazione del sistema distributivo;
C.      La forma della stanza;
D.      La funzione nel suo aspetto quotidiano;
E.       Relazioni sociali e giuridiche stabilite tra l’individuo e lo Stato

Monday, March 5, 2012


5 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITA”. TERZA PARTE

Secondo la teoria di Mies, la funzione non deve dettare l’organizzazione della pianta. Ogni spazio può ospittare qualunque funzione. Qual’é la parola chiave per questa soluzione:


     A.   Spersonalizzare
     B.   Adattare
     C.   Organizzare
     D.   Integrare
     E.   Astrarre

4 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITA”. TERZA PARTE

Qual’è lo stile riconoscibile di Eero?

     A.   La decorazione
     B.   Il Minimalismo
     C.   Le forme rettangolari
     D.   L’utilizzo dei colori forti
     E.   Non opeara attraverso uno stile riconoscibile. Ogni progetto é una nuova strada.

3 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITA”. TERZA PARTE

Cos’é l’elemento architettonico principale che genera la forma in Guggenheim Museum di Wright?

     A.   La rampa - Il Percorso
     B.   La luce
     C.   Le stanze
     D.   La griglia strutturale
     E.   Il tetto

2 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITA”. TERZA PARTE

2. Qual’é l’idea fondamentale in primis per Le Corbusier?

      A.   L’urbanistica
      B.   L’edilizia architettonica
      C.   La stanza
      D.   Lo spazio distributtivo
      E.   I materiali

1 DOMANDA.
“ARCHITETTURA E MODERNITA”. TERZA PARTE

Nel secondo dopoguerra, il lavoro di JEAN DUBUFFET si basa sul principio:

     A.   Della deformità
     B.   Della machina
     C.   Della funzionalità
     D.   Della simmetria
     E.   Della decorazione