Lo
sguardo verso l’esterno
IL RAPPORTO
TRA SPAZIO INTERNO E SPAZIO ESTERNO
Lo spazio secondo Aristotele
è finito e limitato dalla sfera del cielo verso l'alto e dal centro di questa
verso il basso. Il luogo,
inteso come limite dello spazio, contiene i corpi dalla loro gravità, perciò lo
spazio riempito al suo interno viene divisa in parti sempre più piccoli.
Nell’enciclopedia italiana di Trecciani lo spazio, deriva
dal latino spatium, che deriva dal patēre “essere aperto” e prende
diversi significati come contenitore di tutte le cose materiali, o il
luogo in cui i corpi stanno e si muovono, lo esplorano.
In architettura lo spazio e la sua composizione viene
definita da strutture architettoniche, sia all’interno degli edifici, sia all'esterno di essi. La sua composizione delimitata tra gli elementi fisici
degli edifici (paretti e soffitti), diventa il nocciolo delle attività
architettoniche.
Come dice anche Bruno Zevi, nel suo libro Saper Vedere l'Architettura, ... l'architettura
non deriva da una somma di larghezze, lunghezze e altezze degli elementi
costruttivi che racchiudono lo spazio, ma proprio dal vuoto, dallo spazio
racchiuso, dallo spazio interno in cui gli uomini camminano e vivono. La
pittura agisce su due dimensioni, anche se può suggerirne tre o quattro. La
scultura agisce su tre dimensioni, ma l'uomo ne resta all'esterno, separato,
guarda dal di fuori le tre dimensioni. L'architettura invece è come una grande
scultura scavata nel cui interno l'uomo penetra e cammina...
MAXXI, Il Museo nazionale delle arti XXI secolo, Roma (Zaha Hadid)
Una volta costruita, lo spazio architettonico diventa lo
scenario dei nostri movimenti, gesti, percorsi che ci permettono ad apprezare
ed esplorare uno spazio di un ambiente dato. Essa può essere chiusa verso l’esterno
e concentratto su se stessa, o aperta verso l’ambiente esterno tramite le aperture.
Cosi lo spazio architettonico, prende vita quando si
limita da oggetti o elementi che fanno da confine. Può essere circoscritto da un
muro continuo o una serie di muri paralleli perforati ma anche da una serie di
collone che, anche se distanti tra loro, creano una spazio virtuale.
Il limite da noi costruito fa nascere cosi l’interno ed
esterno. Ogni luogo duratore é segnato da limiti: la camera, il municipio, la
piazza del mercato e, talvolta, persino l’intera citta.[1]
Ogni collegamento tra interno ed esterno, o fra due
luoghi di proprietà diverse deriva da differenziazione o transizione,
interruzione della soglia e continuità, passaggio... lo spazio di transizione, lo
spazio in-between prende cosi un importanza di collegamento, di continuità, di cucitura tra due diversi livelli, diventa cosi una soglia da superare, un luogho
di scambio tra fenomeni opposti.
Nel libro Lessons for Students in Architecture, H. Hertzberger
chiama spazi in between l’entrata degli edifici, i balconi, le terrazze, le
connessioni tra diversi edifici, le scale etc.
H. Hertzberger, Lessons for Students in Architecture
Cite Napoleon, 1849, Paris
Montessori primary school, Delft, Netherlands, 1960-66
La porta o la finestra, queste discontinuità della parete
confinante concepite come spazi di transizione, danno la possibilità di connettersi
fisicamente o visualmente con l’altro spazio esterno, fanno da collegamento tra
pubblico e privato, tra il colletivo e l'individuale, tra luoghi sicuri e insicuri ...
L’edificio, protetto dal suo recinto, modella lo spazio esterno di essa (la piazza
pubblica, il mercato, la strada, il giardino) e l'uomo cambia ogni spazio secondo le attività
che svolge in essa, per esempio il mercato e la piazza diventano luoghi
di scambio di mercie e di idee, luoghi di incontro, di socializzazione ... Ogni luogo ha la sua importanza, la sua storia, la sua diversa relazione con gli oggeti che
gli appartengono.
Piazza Ducale di Vigevano
... Il luogo, secondo Pierre Von Meiss, nasce da modi di
agire e da comportamenti convenzionali legati a schemi concettuali, da
situazioni spaziali, di luce, di forma e di tessitura degni di essere
ricordati. ... Per diventare convenzione il luogo ha bisognio di stabilità
temporale e di caratteristiche fisiche riconoscibili, che suggeriscono delle
esperienze sociali-culturali precise.
Alcuni luoghi sono destinati ad essere pieni di azione,
di attività di scambio e altri invitano a rilasarsi, ad isolarsi, alcuni sono
più adatti allo spazio di sosta e altri di movimento. Costruiamo cosi spazi,
ogetti, tessuti che insieme danno l’ide del luogo.
Herman Hertzberger, realizza nel 1972 il Centraal Beheer
a Apeldoorn. In questo progetto l’architetto realizza una gerarchia diversa di
spazi tramite le diverse balconate in altezza, spazi alti e bassi creando diversi
spazi divisi cercando cosi di creare diversi luoghi possibili.
Centraal Beheer a Apeldoorn, 1972, Herman Hertzberger
Negli ultimi decenni, lo spazio esterno ha preso una
grande importanza. Si parla molto di paesaggio, layering,
strati diversi del contesto che uniti tutti insieme diventano il motore del
nostro nuovo progetto, eliminando i schemi rigidi spaziali a favore delle fruizioni dinamiche create tramite i processi creativi.
Central Building-BMW, Leipzig, GermanyZaha Hadid
- Zevi , B., (1948), Saper Vedere l'Architettura , Einaudi.
- Hertzberger, H., (2001), Lessons for Students in Architecture,
- Von Meiss, P., (1992), Dalla Forma al Luogo, pp. 160, Milano, Italy
- Saggio, A. (2010), Architettura e Modernità. Dal Bauhaus alla rivoluzione industriale, Roma